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Ricorso Forestali - comunicato congiunto

Date: 16-11-2016 / Author: sapaf /
Notiziari
sapaf

RICORSI CONTRO LA MILITARIZZAZIONE COATTA E L'USCITA DAL COMPARTO SICUREZZA

Continuano senza sosta gli incontri con il personale interessato ad opporsi alla militarizzazione coatta (Carabinieri ed eventualmente Guardia di Finanza) ed alla dismissione imposta delle funzioni di polizia con conseguente fuoriuscita dal Comparto Sicurezza (Vigili del Fuoco e Mipaaf). In ogni assemblea regionale è presente l'Avvocato Egidio Lizza, dello Studio legale ROMANO (individuato dal cartello per curare tutto il contenzioso del personale, iscritto e non iscritto), che spiega dettagliatamente le strategie legali e le varie azioni che verranno messe in atto per tutelare i diritti costituzionali dei Forestali che non accetteranno passivamente di subire un sopruso così assurdo.

È necessario premettere che chi non farà ricorso ora non potrà farlo mai più, diventerà e rimarrà Carabiniere o Vigile del fuoco fino alla pensione. Gli atti amministrativi, infatti, diventeranno definitivi nei confronti di chi non li ha impugnati e dunque le eventuali pronunce favorevoli della Corte Costituzionale o della Corte di Giustizia dell'Unione Europea non si estenderanno al di fuori dell'ambito dei ricorrenti.

Il concetto su cui si basano tutti i decreti di trasferimento pubblicati sul Supplemento al Bollettino Ufficiale del Corpo forestale dello Stato lo scorso 7 novembre è un tacito silenzio assenso. Chi non si oppone alla militarizzazione coatta o alla fuoriuscita dal Comparto Sicurezza, impugnando innanzi al TAR competente il proprio decreto di trasferimento entro il termine di 60 giorni (ricorrere al Presidente della Repubblica sarebbe perfettamente inutile, comportando una dilatazione dei tempi) dalla data di pubblicazione, accetta la propria destinazione. DEFINITIVAMENTE!

stiamo unitiAlcuni dirigenti fanno a gara per dissuadere il personale dal fare ricorso, usando le minacce o le promesse a seconda dei casi. Ma né le une né le altre trovano riscontro nei fatti, anche perché quando mai certa dirigenza ha detto o fatto qualcosa in favore del personale ...

I Carabinieri sono una delle categorie che maggiormente ricorre ai Tribunali Amministrativi quale strumento di tutela dei loro diritti (del resto i sindacati non esistono nell'Arma) e quindi - come è corretto e logico che sia - è palese come non subiscano alcuna forma di ritorsione, ghettizzazione o trasferimento punitivo, altrimenti il numero dei contenziosi sarebbe irrisorio, non molto elevato. Così come è altrettanto indubbio che nessuno può rinchiudere i ricorrenti nel limbo dell'aspettativa senza assegni, in attesa della definizione del contenzioso, oppure metterli in mobilità, perchè in mobilità sarà collocato esclusivamente chi avrà fatto domanda per una delle PP.AA. inserite nel D.P.C.M. senza trovare accoglimento e non avrà opzionato il rientro nell'amministrazione di originaria destinazione.

Altrettanto chiaro è il fatto che difficilmente ciascuno dei transitati nei Carabinieri resterà dove sta a fare quello che fa ora. Basta leggere con attenzione il decreto legislativo 177/2016 per rendersene conto.

È sufficiente conoscere un minimo l'organizzazione ed il modus operandi dell'Arma per capire che il nostro modello organizzativo verrà stravolto.

I dcc hanno scoperchiato il vaso di Pandora: dipendenti mandati inaspettatamente nei Vigili del Fuoco, altri incredibilmente esclusi dall'elenco della Polizia di Stato o ricomprese in quelle del Mipaaf non si sa in base a quale criterio; tabelle allegate al decreto legislativo stravolte da un semplice atto amministrativo in luogo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri; come è ovvio che sia, non c'è traccia della sede di servizio futura, ma solo l'amministrazione di destinazione.

La scelta che siamo chiamati a compiere, quindi, è subire o combattere!

Noi combatteremo. Fino in fondo!

Ricorreremo in tutti i TAR d'Italia chiedendo l'annullamento dei decreti di trasferimento ed il risarcimento del danno, per il tramite della verifica dell'incostituzionalità della militarizzazione forzata e della coatta fuoriuscita dal Comparto Sicurezza da parte della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. In parallelo avvieremo una ulteriore azione a carattere risarcitorio presso la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo.

Il nostro obiettivo primario è difendere la nostra Storia, le nostre Tradizioni, la nostra Professionalità, attraverso la tutela dei diritti soggettivi dei singoli lavoratori. In sostanza, vogliamo far NAUFRAGARE QUESTO ASSURDO ED IRRESPONSABILE PROGETTO DI ASSORBIMENTO!

Il patrocinio innanzi a TAR, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale, Corte di Giustizia dell'Unione Europea, Corte Europea per i Diritti dell'Uomo a ciascun ricorrente costerà € 200,00. Le scriventi OO.SS., ciascuna per le proprie capacità finanziarie, daranno un contributo importante agli iscritti che intendono partecipare ai ricorsi collettivi al fine di abbattere significativamente il costo procapite di 200,00 euro. Le OO.SS. si accolleranno anche i costi dei Contributi Unificati dei soli ricorsi collettivi.

In caso di pronuncia favorevole della Corte Costituzionale e/o della Corte di Giustizia dell'Unione Europea e quindi di annullamento da parte di tutti i TAR aditi dei decreti di trasferimento verso i Carabinieri ed i Vigili del Fuoco, nonchè in caso di accoglimento del ricorso da parte della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, che diano luogo ad un risarcimento del danno, verrà riconosciuto all'Avvocato un ulteriore compenso onnicomprensivo per l'attività preliminare di studio, pari al 10% delle somme percepite a titolo risarcitorio, e sarà assorbente in toto di quanto pattuito nel contratto di prestazione d'opera.

Qualora le Corti, accogliendo le nostre richieste, dichiarino incostituzionale tutto o parte del Decreto Legislativo 177/2016, ma non statuiscano un risarcimento del danno, l'ulteriore compenso da riconoscersi all'avvocato previsto dal contratto di prestazione d'opera, verrà rideterminato come segue:

  • € 150,00 per ciascun ricorrente (anzichè € 250) se nella stessa Regione vi sarà una adesione complessiva al medesimo contenzioso di almeno 50 ricorrenti (30 per la Sicilia);

  • € 50,00 per ciascun ricorrente se nella stessa Regione vi sarà un'adesione complessiva al medesimo contenzioso da parte di almeno 120 ricorrenti.

Il fatto che lo studio legale voglia raggiungere la piena soddisfazione economica solo in caso di accoglimento del ricorso dovrebbe far capire quanto è convinto delle nostre ragioni e quante probabilità di accoglimento abbiamo.

NON ABBIATE TIMORE, AVANTI È LA VITA ...

Commenti

Benissimo. E' possibile capire quale futuro dovrà aspettarsi un ricorrente in caso di esito positivo del ricorso? Inoltre e' possibile leggere il testo del ricorso prima di sottoscrivere un mandato sostanzialmente adesso in bianco? Grazie
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