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L'INPS si ravvede: riconosciuto il trattamento di quiescenza ai ruoli tecnici

Date: 21-11-2013 / Author: sapaf /
Pensioni, SAPAF

inpsSi è finalmente risolta la sconcertante disavventura capitata ad un collega appartenente ai ruoli tecnici, che lo aveva visto coinvolto in un’altrettanto sconcertante ed assurda presa di posizione da parte dell’Inps – Gestione ex Inpdap, che di fatto aveva rigettato la richiesta di collocamento a riposo in quanto, secondo l’ente previdenziale, al Personale appartenente ai ruoli tecnici del Corpo forestale dello Stato si sarebbe dovuta applicare la riforma Monti – Fornero e non la vigente normativa per gli appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa, per il quale, dalla stessa riforma è prevista una specifica deroga.

Come ricorderete, ad agosto di questo anno, sulla scorta di tale evento, tutte le organizzazioni sindacali del CFS avevano scritto una nota congiunta in merito per scongiurare una simile aberrante interpretazione dell’Inps che di fatto non riconosceva quanto previsto dalla legge per TUTTI gli appartenenti al Corpo forestale; di recente inoltre, il SAPAF aveva interessato anche il nostro Ministro con la nota disponibile in fondo a questo articolo, nella quale abbiamo richiesto un suo interessamento in merito a tale questione che per noi è di una gravità intollerabile, poiché, come riportato nella nota stessa, mina alla base l’unità del Corpo stesso.

Oggi, l’URS ci ha comunicato la buona notizia che l’Inps finalmente, sulla scorta dell’apposito parere richiesto in merito al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, (nota n. 16625 del 18 novembre 2013), il quale in proposito ha espresso l'avviso che nei confronti di tutto il Personale appartenente al Corpo forestale dello Stato si applicano le disposizioni di cui all'art. 6 del decreto legislativo n. 165/1997, ha finalmente dato il via libera alla sede territoriale competente per la liquidazione del trattamento pensionistico spettante al collega.

Nonostante il positivo esito della questione, dovuto soprattutto all’intervento forte e congiunto sia delle organizzazioni sindacali che, almeno in questa circostanza, anche dell’amministrazione, rimane comunque lo sconcerto per il danno che qualche improvvido funzionario dell’Inps ha arrecato al collega e soprattutto per la scarsa conoscenza della normativa di riferimento dimostrata da quanti all’interno dell’Istituto previdenziale hanno trattato tale problematica pensionistica: se questa è la competenza e la professionalità di coloro che devono giudicare in merito a questioni pensionistiche, non c’è da stare molto tranquilli!

LA NOTA DEL SAPAF

15 novembre 2013 - Prot.866-AM

Al Ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali

On. Nunzia De Girolamo

Oggetto: trattamento di quiescenza del Personale tecnico del Corpo forestale dello Stato.

Egregio Sig. Ministro,

con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenzione una incresciosa vicenda già denunciata ad agosto del c.a. dalla scrivente Segreteria e da tutte le altre OO.SS. del Corpo forestale dello Stato con la nota congiunta che, per completezza di informazione alleghiamo alla presente.

In merito a tale questione, ricordiamo che recentemente l’INPS – Gestione ex INPDAP, con una errata quanto bislacca interpretazione dello status giuridico del Personale dei ruoli tecnici del Corpo forestale dello Stato, avrebbe paragonato tale Personale a quello del Comparto ministeriale, impedendo di fatto il legittimo accesso a pensione di un nostro collega che ha maturato i requisiti per cessare dal servizio con diritto al relativo trattamento pensionistico: secondo tale sconcertante indirizzo dell’Ente previdenziale, infatti, la riforma Monti - Fornero (legge 22 dicembre 2011, n. 214), che prevede, in generale, requisiti anagrafici e contributivi più elevati per la maturazione del diritto a pensione, si applicherebbe anche ad una singola categoria di Personale dei CFS!

Senza entrare nel dettaglio tecnico, cui rimandiamo eventualmente per un maggiore approfondimento, vale la pena ricordare che l’articolo 24, comma 18, della citata legge n. 214/2011, nell’ambito della disciplina derogatoria, inserisce esplicitamente tra le categorie di personale esonerate dall’applicazione della riforma Fornero, il Personale di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, che, com’è noto, riguarda sia le Forze Armate che le Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare: da tale riferimento normativo si evince chiaramente che tutto il Personale appartenente ad ogni singola amministrazione in esso citata, senza distinzioni di ruoli, qualifiche, mansioni e carriere, appartiene inequivocabilmente al Comparto Sicurezza.

L’aberrante interpretazione dell’Ente previdenziale, nell’assimilare il personale tecnico del CFS al Personale ministeriale - presumibilmente del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali - anziché considerarlo come appartenente ai ruoli del Corpo forestale dello Stato, in qualità di Personale che, analogamente alle altre Forze di Polizia ad ordinamento civile, espleta attività tecnico-scientifica, tecnico-strumentale ed amministrativa, non solo viola palesemente quello che la norma sancisce, ma mina anche alla base quella che è l’unità indissolubile del Corpo forestale dello Stato, il cui Personale, in toto e senza distinzioni di sorta, appartiene in maniera inequivocabile al Comparto sicurezza e risulta pertanto, nella sua interezza, esonerato dall’applicazione della riforma pensionistica citata.

Risulta alla scrivente, infine, che l’Inps sarebbe in attesa della risposta in merito ad un quesito posto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla questione sopra esposta, al quale parere subordinerebbe la risoluzione definitiva della controversia, malgrado l’ente previdenziale stesso sia già in possesso di tutti gli elementi e dei necessari riferimenti normativi per agire motu proprio nella direzione che da più parti, sia sindacale che di amministrazione, è stata ampiamente e con dovizia di particolari indicata.

Alla luce di quanto sopra esposto, si richiede un Suo autorevole intervento, nei modi e nelle sedi che si riterranno più opportuni, affinché tale evidente discrasia venga finalmente sanata e a tutto il Personale del Corpo forestale dello Stato, che risulta essere inequivocabilmente sotto l’egida del Dicastero cui Lei presiede, venga riconosciuta pari dignità delle altre Forze di Polizia.

Certi della Sua sensibilità in merito a quanto segnalato, rimaniamo a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento in merito e porgiamo i nostri Distinti saluti

Il Segretario Generale

Marco Moroni

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