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Diritto all'Ambiente - corsi & formazione - Roma 28-06-2013

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Diritto al'Ambiente, Convenzioni

diritto all'ambiente - ccorsi & formazione

Un corso con finalità pratiche procedurali

Rifiuti agricoli (solidi e liquidi) e forestali tra regole di base, disciplina di esclusione e prassi applicative di fatto

Relatori:

   Dott. Maurizio Santoloci (Magistrato)

            Dott.ssa Valentina Vattani (Giurista ambientale)

Una giornata di studi per titolari di aziende ed operatori del settore,  personale degli uffici tecnici amministrativi della P.A., forze di polizia statali e locali, personale ARPA, avvocati e giovani praticanti procuratori, guardie volontarie

ROMA – 28 GIUGNO 2013 (ore 9 – 14)

Via Luigi Pianciani, 22 Roma (presso CEDIPE)

OFFERTA IN PROMOZIONE PER ISCRITTI SAPAF

PROGRAMMA

(il presente programma è di proprietà intellettuale riservata di “Diritto all’ambiente – Corsi & Formazione” – copyright protetto anche in sede penale)

  1. Preliminare: La nozione base di “rifiuto”  e “non rifiuto”
    • La definizione ufficiale prevista dal D.Lgs. n. 152/06 dopo la revisione del D.Lgs. n. 205/10;
    • Le condizioni soggettive: elementi primari  che si confermano di diretto interesse ai fini della identificazione del “rifiuto” formale
    • Il sinergico ed altrettanto rilevante concetto del “disfarsi”
    • Non basta che un prodotto abbia un valore di mercato perché non sia rifiuto
    • Quadro generale dei “non rifiuti”
    • Il “sottoprodotto”: definizione e concetto sostanziale dopo la revisione  operata dal D.Lgs n. 205/10. 
    • Il sottoprodotto e la nozione di “normale pratica industriale”, anche alla luce delle sentenze della Corte di Cassazione
    • Quando il “sottoprodotto” può e/o deve diventare comunque rifiuto?
    • Le “materie prime secondarie” previste nella normativa previgente e la scomparsa dopo la riforma del D.Lgs. n. 205/10
    • I “rifiuti cessati” previsti dopo la riforma del D.Lgs. n. 205/10 e la duplice ipotesi di disciplina. 
    • Da quale momento i “rifiuti cessati” non sono un rifiuto? E quando è inibita per condizioni di fatto e di diritto l’evoluzione in “rifiuti cessati”?
    • Regime di favore ed onere della prova
  2. Rifiuti agricoli e forestali tra regole di base e disciplina di esclusione
    • L’esclusione dall’ambito di applicazione della normativa sui rifiuti per i rifiuti agricoli e forestali
    • Come va letto l’art. 185, comma 1, lett. f) D.Lgs. n. 152/06
    • Quando, comunque, i rifiuti agricoli e forestali restano soggetti alla disciplina sui rifiuti
    • Il distinto caso dei rifiuti vegetali provenienti dalla manutenzione delle aree verdi pubbliche e private
    • La “prassi” di bruciare i rifiuti agricoli/vegetali: smaltimento di rifiuti o attività in totale deroga?
    • L’attività di “autosmaltimento” nel contesto della parte quarta del D.Lgs. n. 152/06
    • L’attività di gestione dei rifiuti non autorizzata ex art. 256 D.Lgs. n. 152/06: il reato può essere commesso da “chiunque”.
    • L’uso in agricoltura delle ceneri derivanti dall’abbruciamento dei residui vegetali
    • Gli incendi derivanti dalla bruciature dei rifiuti agricoli. La ricostruzione della fattispecie come “reato presupposto” dell’incendio: colpa o dolo eventuale
  3. Il deposito temporaneo dei rifiuti agricoli tra regole di base e disciplina in deroga
    • Cenni alla storia del deposito temporaneo ed alla  relativa disciplina base generale 
    • Le modifiche relative alla movimentazione dei rifiuti da aziende agricole ed al deposito temporaneo apportate dal D.L. n. 5/2012
    • Le due ipotesi particolari di deposito temporaneo per i rifiuti da aziende agricole, lette alla luce anche della disciplina di base del deposito temporaneo
    • Individuazione del soggetto beneficiario della deroga
    • Quali sono effettivamente i rifiuti prodotti dall’azienda agricola che possono beneficiare della disciplina di deroga
  4. L’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento (c.d. fertirrigazione) 
    • Cenni al confine tra scarico e rifiuto liquido come regola di base nel D.Lgs n. 152/06
    • La disciplina giuridica dei liquami degli allevamenti al confine tra scarico e rifiuto liquido - La pratica della “fertirrigazione” 
    • I casi di scarichi da allevamento “assimilabili” ai domestici  
    • Un tema storico soggetto a modifiche nel tempo  
    • Cominciamo dall’inizio: cosa sono i reflui zootecnici e dove sono collocati? Sono uno “scarico”? O sono un “rifiuto liquido”?  
    • Riassumendo in modo schematico la posizione giuridica degli allevamenti (grandi e piccoli) che riversano i liquami in vasca nel confine tra parte terza  e parte quarta del T.U. ambientale  
    • I reflui zootecnici “scaricati” entro la regola della parte terza del D.Lgs. n. 152/06: la qualificazione giuridica  
    • I reflui zootecnici riversati  in vasca entro la regola della parte quarta del D.Lgs n. 152/06: la qualificazione giuridica  
    • I reflui zootecnici riversati in vasca entro la regola della parte quarta del D.Lgs n. 152/06 ma destinati alla utilizzazione agronomica degli effluenti  di allevamento (fertirrigazione): la qualificazione giuridica  
    • Le regole dell’eccezione: il D.M. 7 aprile 2006 (“Criteri e norme tecniche  generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento”)  
    • Il viaggio dei liquami: la documentazione di accompagnamento
    • Gli altri vincoli e divieti  
    • L’ambito di applicazione del D.M. 7 aprile 2006 riguarda l’intero ciclo di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento o solo la fase finale dello spandimento?  
    • Quali sanzioni per: a) la vera fertirrigazione, ma irregolare; b) la falsa fertirrigazione?
  5. Alcuni casi particolari di rifiuti da attività agricole 
  • Il letame
    • La regola per escludere le materie fecali dalla disciplina sui rifiuti
    • Ma nel contesto della fertirrigazione come si colloca il letame?
    • Il letame nel D.M. 7 aprile 2006 sulla fertirrigazione
  • La sansa
    • Il caso specifico delle “sanse umide”: quando non si applica la normativa sui rifiuti
    • La sansa esausta ed il suo utilizzo come combustibile
  • Fecce e vinacce
    • I materiali residuali dalla vinificazione che fuoriescono dal ciclo produttivo che li ha generati possono essere considerati giuridicamente in modo diverso secondo la reale e non fittizia destinazione che viene loro impartita
    • I possibili impieghi di fecce e vinacce

Presentazione 

La disciplina giuridica dei rifiuti agricoli (solidi e liquidi) e forestali è spesso oggetto di  equivoci di lettura interpretativi ed applicativi. Si tratta di diverse tipologie di rifiuti che provengono dal mondo agricolo, dalla settore industriale collegato alle attività agricole e dal settore forestale in senso specifico. Ognuna di queste tipologie di rifiuti presenta alcune particolari caratteristiche e una disciplina direttamente connessa che spesso va in deroga rispetto alle regole generali in materia di rifiuti. Il problema di fondo molto spesso è, appunto, coniugare le regole generali in materia di rifiuti, ma anche in materia di scarichi, con le norme di deroga ed esenzione che di volta in volta sono state varate nel tempo. 

Il tema riguarda sia i titolari delle aziende direttamente interessate, sia i tecnici della pubblica amministrazione che devono autorizzare e gestire i regimi amministrativi in materia, sia agli organi di vigilanza di polizia giudiziaria (ed amministrativi) che devono operare i controlli nei diversi settori in questione. Il seminario tende a delineare alcuni elementi di chiarezza, con spunti pratici ed operativi quotidiani, per riportare le singole materie nella giusta collocazione e nella esatta connessione tra regole generali e regole di eccezione, senza cedere alla tentazione di seguire prassi e consuetudini che molto spesso sono state e arrestano fuorvianti nella applicazione della specifica normativa di settore.

Si tratta dunque di un seminario che interessa sia coloro che producono tali tipologie di rifiuti, sia i tecnici e di funzionari della pubblica amministrazione comunque interessati a tale materia, sia gli organi addetti ai controlli che sono deputati a effettuare le verifiche per garantire il rispetto delle normative di settore. Ci sono comunque spunti utili di interesse generale anche per i partecipanti a concorsi pubblici, studenti e operatori del diritto interessati alla materia.

Quota di adesione per la giornata di seminario

euro 150,00 + IVA (totale euro 181,50) IVA non dovuta se la fattura è intestata ad ente pubblico

Quota di adesione riservata agli ISCRITTI AL SAPAF

 per la giornata di seminario  € 70,00 + IVA 21% (totale € 84,70)

IVA non dovuta se la fattura è intestata ad ente pubblico 

 

Offerta valida per iscrizioni con pagamento anticipato

PER ADERIRE COMPILARE IL MODULO

ed inviarlo via fax al n. 0744/301609 o via mail a formazione@dirittoambiente.net

 

La quota di adesione comprende: partecipazione al seminario, attestato di partecipazione firmato dai relatori, cartellina per appunti con blocco, come materiale didattico un CD con vari file in pdf integrativi (le diapositive proiettate durante le relazioni non sono consegnate in copia ai partecipanti)

 

Per i contatti, chiarimenti o richieste di vario tipo: segreteria “Diritto all’ambiente – Corsi &  Formazione” 

Tel. 0744/301558 (ore 9 - 17 tutti i giorni dal lunedì al venerdì)
Cellulare: 328/7331910 (ore 9 - 17 tutti i giorni dal lunedì al sabato)
e-mail: formazione@dirittoambiente.net
Fax no stop: 0744/301609 

Via Donato Bramante, 103 – 05100 Terni

 

 

 

PER MAGGIORI INFO E PER ISCRIVERTI VISITA SITO DEL CORSO: http://www.dirittoambiente.net/corso_house_8/

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