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Audizioni nelle Commissioni del Senato

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Repubblica, SAPAF

Documentazione relativa all'audizione del SAPAF presso le Commissioni 1^ (affari costituzionali) e 4^ (difesa) del 14-06-2016

 

Relazione presentata in Commissione

Oggetto: Schema di decreto legislativo per la razionalizzazione delle funzioni di polizia e l'assorbimento del Corpo forestale dello Stato (legge n.124/2015).

Il provvedimento in questione prospetta un sostanziale arretramento nel pur difficile percorso di razionalizzazione del comparto sicurezza e difesa, militarizzando delle funzioni di controllo in materie, come quelle ambientali ed agroalimentari, che, a nostro avviso - ma anche di molte associazioni ambientaliste ed animaliste -, necessitano di una diffusa capacità di prevenzione dei reati connessi ancor prima delle oggettivamente difficoltose repressioni.

La prevenzione, infatti, è elemento essenziale in un settore dove, ad esempio, si dovrebbe in primo luogo cercare di non far inquinare un fiume e poi, qualora ciò non sia stato possibile, sanzionare chi ha commesso il reato, essendo consci che, in quest'ultimo caso, il danno sarà probabilmente irreparabile! All'attualità, tale capacità preventiva è esercitata quasi esclusivamente (se non del tutto) da parte delle forze di polizia ad ordinamento civile, mentre quelle ad ordinamento militare assolvono, in pratica, alla sola parte repressiva dei reati. Se in futuro, tale assetto dovesse mutare (cosa che riteniamo difficile per limiti normativi e regolamentari), non è dato ipotizzarlo, ma all’attualità questa è la reale situazione.

Ecco perché la nostra proposta, già presentata in fase di discussione della legge delega (e allegata a questo documento - allegato 1), presupponeva l'istituzione di una specialità in campo ambientale e agroalimentare nell'ambito del dipartimento di pubblica sicurezza, che avrebbe soddisfatto sia l'esigenza di razionalizzare le forze di polizia che quella di mantenere "civili" determinate funzioni di controllo. Non solo, questa ipotesi, avrebbe anche trovato un più largo consenso nel personale, evitando ricorsi e contenziosi cui, invece, saranno costretti le migliaia di Forestali che non accetteranno la loro militarizzazione forzata.

Presentiamo, infatti, insieme a questa nota, oltre 3.500 richieste di mantenere “civili” tali funzioni, rilasciate nell'ambito di un sondaggio, condotto dalle organizzazioni sindacali, rivolto al personale del Corpo forestale dello Stato.

La nostra idea e quella dei Forestali che rappresentiamo, non è "contro" la riforma ma cerca di coniugare le diverse esigenze. Chiediamo, infatti, qualora l'ipotesi di istituire una specialità presso una forza di polizia a ordinamento civile non debba essere ancora una volta accolta, di valutare l'istituzione di un reparto civile presso il Ministero della Difesa - Arma dei Carabinieri, dove far transitare le funzioni e il personale che le svolge. In questo caso, non solo si rispetterebbe il principio di razionalizzazione, ma sarebbe rispettato anche il mantenimento dell'unitarietà delle funzioni trasferite, più volte sollecitato anche da Codesto Parlamento nella discussione inerente la legge delega, oltreché dal Consiglio di Stato nel recente parere emesso in merito al decreto in questione, con particolare riferimento al previsto “spacchettamento” delle funzioni CITES, attualmente svolte in maniera unitaria dal CFS; inoltre, essendo "civile" l'ordinamento del personale che transiterebbe nel nuovo reparto, verrebbero meno anche gli eventuali contenziosi da parte del personale.

Alleghiamo a questa nota(allegati 2 e 3), uno schema di modifica che, qualora Codeste Commissioni vorranno prendere in considerazione la nostra proposta, potrebbe tornare utile come schema di partenza. Ci rendiamo conto che tale reparto costituirebbe un unicum nell’attuale panorama, ma non ci risultano norme che lo vietino e visti gli evidenti vantaggi che rappresenterebbe la soluzione, la convergenza politica dei diversi interessi, riteniamo utile almeno approfondire tale proposta.

Laddove queste proposte non dovessero trovare un favorevole accoglimento, nonostante lo spirito propositivo con cui ci poniamo - ricordiamo che in nessun modo le organizzazioni sindacali hanno avuto la possibilità di interloquire con il Parlamento e con il Governo nella definizione della legge n.124/2015 e con la stesura dello schema di decreto in esame - dobbiamo comunque rappresentare che la stragrande maggioranza del personale è contraria ad una militarizzazione forzata che, al di là anche dei pareri di autorevoli istituzioni, ci permettiamo di affermare, comporterà sostanziali cambiamenti alle donne ed agli uomini che oggi operano nella tutela ambientale ed agroalimentare, con il coinvolgimento, purtroppo, anche delle loro famiglie.

Da non sottovalutare neanche l'impatto economico di tale assorbimento, che invece di ingenerare risparmi (come sancito tra i principi della legge delega), costituirà maggiori oneri che potranno essere riassorbiti solo in parte e una volta trascorsi diversi anni.

La prima evidente questione è riferita alla duplicazione che l’istituzione del Reparto di tutela ambientale e forestale (citato nello schema) provocherà nelle regioni a statuto speciale e nelle provincie autonome, dove continueranno ad operare i Corpi forestali regionali e provinciali, con la sovrapposizione di competenze e ambiti operativi.  Comprendiamo che tali Corpi attengono ad una disciplina normativa diversa da quella dello Stato, e non vogliamo addentrarci in  quelle che potrebbero essere soluzioni praticabili, ma rileviamo semplicemente l’incongruità dello schema di decreto con i principi della legge delega. Così come è facilmente ipotizzabile che anche diverse regioni a statuto ordinario (in alcune sta già avvenendo) vorranno dotarsi di un proprio Corpo forestale regionale per sopperire alle lacune createsi con la soppressione del CFS, con tutti gli oneri che ne deriveranno.

Nello schema, inoltre, non sono stati chiariti i vari livelli di comando su cui si baserà il nuovo Reparto; riteniamo, però (anche perché sostenuto da tutti gli interlocutori, compreso il Ministro Martina in un recente question time alla Camera dei Deputati), che dovendo mantenere gli attuali livelli di presidio, sarà fondamentale salvaguardare le attuali Stazioni forestali; questo comporterà anche il mantenimento degli oneri di gestione di tali strutture territoriali e quindi la prevista riduzione delle spese, almeno per queste strutture, non è pronosticabile. Certo è che se, invece, si prevede un sostanziale accorpamento delle Stazioni forestali con quelle dell’Arma dei Carabinieri, riteniamo corretto informare fin da subito i Forestali, in modo che nell’esercitare (seppur in spazi ristretti) la propria volontà, sappiano che il mantenimento delle sede dove oggi operano non sarà possibile, o almeno non i tutti i casi.

Proseguendo sempre in ambito di costi (e non risparmi) citiamo, da ultimo solo per motivi di “spazio”, quello che dovrà essere sostenuto per l’aggiornamento del parco auto, delle attuali livree e delle uniformi: a mero titolo di esempio, rileviamo che per la sostituzione dei soli tesserini di polizia, il costo ammonterà a 45 mila euro! Figuriamoci per uniformi e livree.

Le motivazioni si qui addotte, quindi, ci portano ad avere un giudizio negativo su tale riforma e attengono sia al metodo (mancanza totale di consultazione) che al merito (militarizzazione “forzata” di funzioni e personale, che comporteranno disfunzioni e costi maggiori). Nonostante ciò, compiendo fino in fondo il nostro dovere di rappresentanza del personale, ci permettiamo di segnalare, in subordine a quanto già rappresentato, alcune modifiche allo schema di decreto legislativo che chiediamo di rivedere, valutando quegli aspetti che potrebbero attenuare, anche se non in maniera esaustiva, l'impatto cui sarebbero destinati i Forestali per i quali è prevista la militarizzazione "forzata". A tale scopo, alleghiamo uno studio da noi effettuato e consegnato al Consiglio di Stato (allegato 4), prima dell’emanazione del parere consultivo sullo schema di decreto legislativo, che attraverso delle schede fornisce i dettagli, le motivazioni, le correzioni e i costi eventuali connessi alle richieste di modifica prospettate.

Segnaliamo, come promemoria alcuni aspetti che riteniamo importanti, solo per evidenziare lo spirito di tali schede. Ci riferiamo, in particolar modo alla richiesta di prevedere l’accesso da parte dei Forestali ai ruoli ordinari dell'Arma dei Carabinieri e non anziché l’inserimento in un ruolo speciale ad esaurimento, come previsto, al fine di garantire pari dignità a due componenti del Comparto Sicurezza che, ad oggi, sono equipollenti ma che domani, sarebbero l’una in subordine all’altra.

Inoltre, segnaliamo che in luogo della possibilità di accedere alle capacità assunzionali del Corpo forestale dello Stato, laddove necessiti ripianare le vacanze nei contingenti prestabiliti dalle tabelle allegate allo schema di decreto legislativo, sarebbe più proficuo attingere alle graduatorie dei concorsi (pubblici e interni) già espletati ed ancora in corso di validità, sostanzialmente a costo zero; in questo modo si verrebbe incontro anche alle tante aspettative che gli idonei di tali concorsi coltivano da tempo.

Riteniamo, infine che concedere la possibilità a tutti coloro i quali non vorranno essere militarizzati, di transitare in altra forza di polizia o in altra amministrazione statale, sarebbe una previsione equa, di buon senso e, soprattutto, dignitosa nei confronti di coloro i quali, venti o trenta anni fa, superando un concorso pubblico e acquisendo peculiari professionalità, hanno scelto di indossare un’uniforme in una forza di polizia ad ordinamento civile e non militare! Sarà sicuramente più equa del prospettare in taluni casi addirittura la drammatica ipotesi di un cambio di mansioni, di una riduzione stipendiale e soprattutto di una mobilità che ingenera incertezza assoluta sul proprio futuro lavorativo.

Com'è evidente, quindi, con le nostre proposte non ci poniamo in contrasto ai principi della c.d. riforma Madia (legge n.124/2015) ma, cercando di coniugare le necessità di razionalizzazione con quelle della tutela del personale in servizio, prospettiamo soluzioni credibili e sostenibili, che rispettino il principio di riduzione e razionalizzazione, ma che tengano conto anche della sacrosanta volontà dei Forestali di poter continuare a svolgere il proprio lavoro, senza dover per questo ritrovarsi in una struttura militare con il rango di Forza Armata.

A differenza di chi prospetta questa soluzione come "indolore", il personale sa bene che tale passaggio comporterà cambiamenti radicali non solo per se stesso ma anche sui propri affetti! È appena il caso di accennare alla privazione di un diritto sancito dalla Costituzione, ovvero quello di poter aderire a scioperi che, una volta transitati nell’Arma dei Carabinieri, non potrà essere più esercitato dal personale del Corpo forestale dello Stato.

Continuare su questa strada, quindi, non si otterrà altro che accrescere il numero di coloro i quali non intendono sottostare alla militarizzazione “forzata” e che saranno costretti ad intraprendere un percorso di contrasto legale per tutelare se stessi e la propria professionalità; riteniamo, tuttavia, che oltre al personale, molti danni li subirà proprio l'Ambiente, in quanto anche quelli che, nonostante tutto, saranno costretti ad accettare le disposizioni di militarizzazione, perderanno le giuste motivazioni, disperdendo quella naturale vocazione per la tutela ambientale per continuare a svolgere tale servizio, che sono alla base di un lavoro che contempla l’indossare un'uniforme ed avere in dotazione un'arma, seppur con il più profondo rispetto per tutte le altre categorie di lavoratori!

segretario generale
marco moroni

Allegato 1 - proposta direzione centrale polizia ambientale

Allegato 2 - proposta reparto civile ambienatle

Allegato 3 - schema modifiche ordinamento militare

Allegato 4 - osservazioni per il Consiglio di Stato

 

Documentazione messa a disposizione dalle Commissioni

AG 306 (link esterno)

Schede di lettura (link esterno)

 

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